
Ogni tanto si sa con lo snowboard a forza di saltare sui kick, giù da cliff in fuoripista, slaidare rail impossibili, girare in pipe o più semplicemente carvare in pista, può succedere di cadere e farsi male. Il più delle volte si batte il culo per terra, si dice ahia! e poi ci si rialza per ripartire; ogni tanto però la botta è forte e ci succede qualcosa per cui abbiamo bisogn di cure magari di andare all'ospedale!
In questa piccola e breve pagine che non è purtroppo completa ed esaustiva ma solamente di piccola introduzione all'argomento trovate qualche utile informazione sul come comportarsi in caso di:
SHOCK
ASSIDERAMENTO
CONGELAMENTO
COLPO DI SOLE
LUSSAZIONE DI UN ARTO
FRATTURE
EMORRAGIA ESTERNA
FERITE E ABRASIONI
Come vedete non c'è scritto niente riguardo colpi in testa, questo perchè quando si picchia la testa su una superficie dura senza casco non c'è molto da fare se non quella di chiamare subito l'elicottero. METTETE SEMPRE IL CASCO E LE PROTEZIONI!
Cos'è
Lo shock è una sindrome dovuta a una diminuzione dell'afflusso di sangue nei tessuti. E' una conseguenza della caduta della pressione arteriosa e si verifica in seguito a numerosi fattori: quando si presenta un' emorragia con conseguente diminuzione del volume del sangue; quando si ha una dilatazione dei vasi (vasodilatazione) e di conseguenza calano la pressione e l'irrorazione sanguigna; quando avviene una diminuzione della gittata cardiaca; può essere anche causato da una grave reazione allergica (shock anafilattico).
Sintomi
L'infortunato è in uno stato di prostrazione da insufficienza cardiocircolatoria acuta, spesso è in uno stato di confusione mentale, afasia (mancanza di parola), ha freddo, è pallido, può andare incontro a una perdita di coscienza .

Intervento
Davanti a uno shock è innanzitutto importante individuare ed eliminare la causa: per esempio bloccare un'emorragia, immobilizzare una frattura , tranquillizzare l'infortunato.
E' poi fondamentale agevolare la circolazione sanguigna slacciando gli indumenti che costringono, evitare la dispersione del calore mantenendo l'infortunato coperto, porre l'infortunato in posizione antishock : con le gambe alzate rispetto al corpo in modo che il sangue affluisca verso la testa.
E' sempre importante in questi casi sorvegliare attentamente le funzioni vitali.
ATTENZIONE: NON SOMMINISTRARE MAI alcolici: l'alcol è un vasodilatatore che peggiora la situazione.
Gravità
Lo shock, una volta instaurato, evolve irreversibilmente verso il coma e porta alla morte. E' bene perciò prevenirlo e bloccarlo immediatamente ponendo l'infortunato in posizione antishock.
Cos'è
L'assideramento è il risultato di una eccessiva esposizione al freddo e a basse temperature.
Sintomi
Brividi, pallore, torpore, difficoltà di movimento e, negli stati più gravi, confusione mentale e sonno che può degenerare in coma.
Intervento
E' necessario riscaldare l'infortunato in modo graduale, con panni caldi e massaggi per riattivare la circolazione. Somministrare caffè e bevande calde con zucchero, ma non alcolici, che non favoriscono la circolazione sanguigna. Per agevolare la circolazione è utile anche allentare gli indumenti che possono costringere.
ATTENZIONE: l'assideramento è possibile anche a temperature non particolarmente rigide. Gli etilisti, per esempio, sono soggetti a una grande dispersione di calore che li può portare frequentemente a stati di assideramento.
Gravità
A seconda del tempo e del grado di esposizione al freddo l'assideramento può richiedere l'ospedalizzazione urgente.
Cos'è
Il congelamento è una lesione della cute e dei tessuti sottostanti causata dall'esposizione a un freddo intenso. Solitamente colpisce le parti periferiche del corpo come le dita, le mani, i piedi, le orecchie o il naso.
Sintomi
Le lesioni di primo grado provocano un rallentamento della circolazione con dolore ed edema locale. La cute in questo caso è cianotica.
Le lesioni di secondo grado provocano un arresto della circolazione con locale insensibilità immobilità e comparsa di bolle.
Le lesioni di terzo grado provocano la necrosi del tessuto e un successivo sfaldamento.
Intervento
Per le lesioni di primo grado è sufficiente massaggiare delicatamente la parte colpita da congelamento per riattivare la circolazione. E' utile allentare tutto ciò che potrebbe ostacolare la circolazione: lacci, calzettoni e così via.
Per le lesioni più gravi, di secondo e di terzo grado, è bene chiamare i soccorsi e immergere la parte lesa in acqua tiepida (37°/40°) ricoprendola poi con panni asciutti.
ATTENZIONE: EVITARE di riscaldare la parte in modo improvviso e ed eccessivo, per esempio attraverso stufe o borse di acqua calda.
Evitare anche l'assunzione di alcolici, vasodilatatori che non favoriscono la circolazione del sangue.
Gravità
Le lesioni di secondo o terzo grado richiedono un immediato ricovero ospedaliero.
Cos'è
Il colpo di Sole è causato da un'eccessiva esposizione al Sole che provoca un aumento di temperatura e una vasodilatazione che conduce a uno stato di shock .
Sintomi
Cefalea e vertigini, sudorazione, nausea, offuscamento della vista, aumento della temperatura, shock.
Intervento
Per prima cosa è necessario porre l'infortunato all'ombra, in un luogo arieggiato, e rinfrescargli il capo con impacchi umidi o acqua fresca ma non troppo fredda. Il paziente va condotto all'ospedale con urgenza.
Gravità
Il colpo di Sole è più pericoloso del colpo di calore e può richiedere anche un trattamento medico della massima urgenza.
Cos'è
La lussazione si verifica quando, per un trauma o un falso movimento, un capo articolare esce dalla sua articolazione senza tornare al suo posto.
Sintomi
Dolore acutissimo, impotenza funzionale e blocco dell'articolazione, gonfiore, visibile deformità dell'articolazione. Le più diffuse sono le lussazioni della spalla, del dito e del gomito.
Intervento
Bisogna evitare di rimettere a posto l'articolazione. E' invece importante chiamare i soccorsi che trasporteranno l'infortunato all'ospedale dopo aver immobilizzato l'arto nel migliore dei modi. L'immobilizzazione dell'arto con adatte fasciature prima di qualsiasi movimento o trasporto è fondamentale per alleviare le sofferenze dell'infortunato e per evitare ulteriori traumi.
Gravità
Anche se la lussazione è molto dolorosa, l'infortunato non è in pericolo di vita.
Poiché non è facile, senza una lastra, diagnosticare che non ci siano delle fratture , è sempre bene comportarsi come se ci si trovasse di fronte a una frattura.



Sintomi
In seguito a un trauma non sempre è facile riconoscere senza una lastra se si è in presenza di una frattura o se più semplicemente si ha una distorsione o una lussazione.
In generale, tuttavia, la frattura provoca dolore violento, deformazione dell'arto, gonfiore, incapacità funzionale e dei movimenti, tumefazioni ed ecchimosi.
Queste manifestazioni possono anche comparire alcune ore dopo il trauma e non immediatamente.
ATTENZIONE : le fratture, in particolare nei casi di politraumatizzati (presenza di molte fratture), possono provocare stato di shock.
Intervento
Bisogna premettere che non è sempre semplice riconoscere una frattura senza una lastra: si può confondere con una lussazione o una distorsione. In presenza di un trauma violento è perciò sempre consigliabile intervenire con prudenza e considerare l'infortunato un potenziale fratturato.
In generale, davanti a una frattura, è bene sdraiare ed immobilizzare l'infortunato evitando che si muova. Se non ci sono particolari problemi di urgenza (rischi di vita) evitare il trasporto finché l'arto non sia stato completamente immobilizzato .
E' sempre meglio attendere il soccorso qualificato di personale dotato delle attrezzature di immobilizzazione (steccobende, materassini a depressione, barelle a "cucchiaio").
Fare attenzione che l'infortunato non entri in uno stato di shock e confortarlo. A questo proposito è bene prestare attenzione soprattutto nei casi di politraumattizzati.
In caso di frattura esposta è necessario coprire le parti ferite con teli sterili per proteggerle dalle infezioni. Anche in questo caso bisogna cercare di mettere l'infortunato in posizione antishock , impedire i movimenti e le ulteriori lacerazioni e attendere i soccorsi.
Fratture della colonna vertebrale.
In questo caso l'immobilizzazione è fondamentale per evitare che ci sia una lesione del midollo spinale che può portare a morte, paralisi o danni irreversibili. Il soccorso richiede particolari tecniche di spostamento e particolari barelle come la "cucchiaio" o il materassino a depressione, che immobilizzano totalmente l'infortunato prima del trasporto. Meglio attendere il soccorso di personale qualificato mantenendo il malcapitato in assoluta immobilità.
Nello spostamento bisogna fare in modo che l'asse testa-collo-tronco non subisca spostamenti e rimanga sempre rigido e in trazione. Se ciò non avviene si corre il rischio che una vertebra possa provocare una lesione del midollo spinale.
Fratture delle coste.
E' il risultato di un colpo violento sul torace, per caduta o per sfondamento, per esempio nel caso di un incidente stradale. Bisogna distinguere la frattura di una o qualche costa dallo sfondamento del torace, molto più grave. L'infortunato deve essere tenuto in posizione semiseduta per agevolare la respirazione, non bisogna farlo parlare o tossire. E' importante mantenerlo il più possibile immobile per evitare che i monconi delle coste possano bucare i polmoni o ledere altri apparati vitali. E' necessario chiamare con urgenza i soccorsi che sono in grado di effettuare il trasporto nel modo più corretto.
Frattura della clavicola.
Solitamente l'infortunato piega la testa dal lato della frattura, per alleviare il dolore, e si sorregge con la mano sana l'avambraccio. Si ha deformazione visibile della spalla e il dolore è intenso. E' importante sostenere il braccio infortunato e immobilizzarlo con una fascia a triangolo nella classica posizione analgesica del "braccio al collo".
Frattura del bacino.
L'infortunato lamenta forti dolori all'anca, all'inguine o al cocige. Non bisogna mai metterlo in posizione seduta, per evitare lesioni interne, mantenendo il ferito supino e immobile.
Poiché in questi casi c'è il rischio di una frattura della parte terminale della colonna vertebrale, è opportuno chiamare soccorsi qualificati.
ATTENZIONE : questo tipo di frattura porta frequentemente allo stato di shock.
Cos'è
Un'emorragia è una fuoriuscita del sangue dai suoi vasi . A seconda se il sangue si riversa all'interno o all'esterno del corpo si ha un'emorragia interna o esterna (vedi anche emorragia esteriorizzata ). Se la fuoriuscita del sangue avviene da un'arteria si ha un'emorragia arteriosa, altrimenti può essere venosa o capillare secondo i vasi interessati. Poiché arterie e vene scorrono vicine, il più delle volte le emorragie sono miste.
Sintomi
Le emorragie capillari interessano i vasi sottocutanei e superficiali. In questo caso il sangue fuoriesce a gocce intorno alla lesione. Se non c'è lacerazione della cute compare un ematoma (sangue raccolto sotto l'epidermide) mentre sulla cute compare l'ecchimosi, una chiazza che inizialmente è di colore rosso poi, col tempo, diviene violacea e infine gialla prima di scomparire.
Le emorragie venose sono riconoscibili perché il sangue che fuoriesce è di colore scuro e fluisce lentamente e in modo continuo e uniforme lungo i bordi della ferita.
Nelle emorragie arteriose, invece, il sangue è di colore rosso vivo e fuoriesce a fiotti a intervalli in sincronia con il battito cardiaco.
Il più delle volte, però, un trauma o una ferita producono emorragie miste, visto che le vene e le arterie scorrono molto vicine.
Le emorragie interne, infine, sono meno evidenti. Possono essere causate da traumi o da patologie. I sintomi, di solito, consistono in pallore, estremità fredde e violacee, stato di agitazione, polso rapido e poco percettibile, respirazione rapida e superficiale. Talvolta possono comparire offuscamenti alla vista, sete violenta, ronzio alle orecchie.
Intervento
Le emorragie capillari sono le meno gravi. Per curare l'ematoma è sufficiente porre una borsa del ghiaccio sulla parte per provocare una vasocostrizione. In caso di lacerazione della cute è utile sciacquare con acqua fredda e raffreddare con ghiaccio. Se la zona contusa è un arto è consigliabile sollevarlo più in alto del corpo per far diminuire l'emorragia, tamponare con una benda sterile e infine fasciare dopo aver disinfettato la ferita con acqua ossigenata.
Le emorragie venose si possono arginare, dopo una buona disinfezione , ponendo sulla ferita una garza sterile e o un fazzoletto pulito e tamponando. Può anche essere utile applicare una fasciatura di sostegno al tampone. Questa non deve essere troppo stretta: non si deve arrestare la circolazione. Anche in questo caso, se la parte interessata è un arto, si può alzarlo al di sopra del corpo per far diminuire l'afflusso di sangue.
Nel caso di emorragie arteriose l'intervento deve essere tempestivo perché la quantità di sangue è di solito molto elevata rispetto alle emorragie venose.
Se l'emorragia non è molto abbondante è sufficiente tamponarla con una garza sterile o un fazzoletto pulito, dopo aver disinfettato la parte. Se invece interessa grossi vasi è necessario evitare che l'infortunato muoia dissanguato attuando delle compressioni sulle arterie a monte della ferita.
Il laccio emostatico va usato solo nei casi più gravi e di assoluta necessità: per esempio davanti a un'amputazione o a una sindrome da schiacciamento .
Davanti al sospetto di un'emorragia interna, infine, bisogna porre l'infortunato in posizione antishock , coprirlo e chiamare urgentemente i soccorsi.

Gravità
La gravità di un'emorragia dipende dalla quantità di sangue che fuoriesce. In caso di lesioni ad importanti arterie c'è il rischio di entrare rapidamente in stato di shock e di morire dissanguati: è perciò importante arginare l'emorragia in modo tempestivo e chiamare i soccorsi. Anche nel caso delle emorragie interne non bisogna perdere tempo e recarsi urgentemente al pronto soccorso.
Cos'è
Nel caso di ferite imponenti, il soccorritore non si deve preoccupare troppo della loro disinfezione, quanto di tamponare l' emorragia . L'infortunato sarà poi medicato e disinfettato in ospedale.
ATTENZIONE : nel caso di ustioni o di fratture esposte , è invece assolutamente importante cercare di mantenere il più alto grado possibile di sterilità per evitare complicazioni.
Nel caso invece di piccole ferite, abrasioni o escoriazioni, prima della medicazione bisogna procedere alla disinfezione.
Disinfezione . Per prima cosa bisogna lavare la ferita sotto un getto di acqua e con sapone e rimuovere eventuali oggetti estranei, come schegge o terriccio. Successivamente bisogna disinfettare la ferita con acqua ossigenata.
Evitare l'uso di alcol o della tintura di iodio, sostanze nocive se applicate direttamente sulle ferite. L'alcol è invece indicato per disinfettare una zona del corpo prima di un intervento, oppure per disinfettare gli strumenti da utilizzare nella medicazione, come pinzette, forbicine, aghi...
Medicazione . Ricoprire la ferita con garze sterili. Al di sopra di queste, ma non a diretto contatto con la ferita, si può porre del cotone idrofilo con funzione di tampone. Il cotone idrofilo rilascia infatti numerosi filamenti che restano appiccicati alla ferita ed è perciò consigliabile evitare il contatto diretto.
La medicazione, infine, può essere fissata mediante bende o cerotti. Il cerotto non deve mai essere applicato sopra la ferita, che deve "respirare", ma sempre di lato, per fissare la garza. Le medicazioni devono sempre avere un'estensione maggiore della ferita, che deve essere interamente ricoperta.
Fonte e immagini: www.linguaggioglobale.com