
Finalmente viene appagata la nostra curiosità intorno al nome Lagorai. Già nella scorsa stagione qualche pensierino al comprensorio l'avevamo fatto, complici le numerose iniziative ed un'ottimo impatto a livello di comunicazione che la gestione ha saputo imprimere. Quale occasione migliore per un giro al Passo Brocon se non Gap This, l'invitational rail jam di tutto rispetto che calza a pennello tra gli impegni di febbraio.
Arrivando da Canal San Bovo in una splendida mattinata di sole, scorgere le piste e l'LGR Playground Snowpark oltre i muri di neve, fa decisamente il suo effetto. Raggiunta l'area del contest incontriamo subito Matteo Meneghetti (coordinatore eventi per la stagione 2009) in procinto di dare gli ultimi ritocchi al campo di gara preparato da lui e Marco "Milo" Milardi. Come da copione ecco il down rail monotubo di 10 metri ed in sequenza il box di 8 metri in discesa con gap da 6, una struttura decisamente tosta ribattezzata dai riders "lo sgheppone".




Il training ha inizio nella tarda mattinata ed uno alla volta si riconoscono i partecipanti. La lista invitati sul fronte skiers è al gran completo e prevede la crème dello ski freestyle italiano: tra tutti Tobias Vinatzer del team Movement, i livignaschi Davide e Raffaele Cusini, Valentino Mori, Marek De Biasio ed il gruppetto piemontese composto da Marco Eydallin, Paolo Martinoglio e Federico "Fette" de Albertis. A riposo forzato per dolori al ginocchio Dimitri Sartor, ugualmente presente a tenere il tabellino marcatori.
Sul fronte snowboard qualche illustre assente, ma nessun rimpianto visto che la riders list dice comunque la sua: Matteo Zappaterra, gli altoatesini Cavada e Weihrauter, Tiziano "Tissio" Munari, Federico "Scienza" Iovanovich, la Yellow Crew con Giorgio "Iannino" Morell e Billy Fresolone, Tommaso Lanza, Jacopo Lazzari ed il team Free On Board (Bataleon, Celsius) composto da Devid De Palma, Gigi Cappello, Federico Triches e Michele Lobrano.
Come da programma alle 13.00 prende il via la jam session di due ore. I riders iniziano subito ad attaccare senza ritegno le due strutture in progressione, ma ben presto il contest subisce una battuta d'arresto. Iannino atterra di prepotenza sul box dopo un nose grab tiratissimo fracassando il piano in plexiglass. Si decide allora di proseguire la session solo sul rail per dar modo agli addetti ai lavori di sostituire la copertura. Si distinguono in questa fase Enrico Cavada per continuità e varietà di trick, come del resto Iovanovich con i suoi fs boardslide pretzel out. Tra gli skiers a creare il divario sono invece Davide Cusini, Marco Eydallin e Tobias Vinatzer.
Purtroppo i tempi per la riparazione vanno un pò per le lunghe e dopo una piccola pausa dove gli skier danno spettacolo sul dislivello e sui jump a fondo park, alle 15.30 si può riaprire il box con una classifica già in parte delineata. Considerato lo stravolgimento del programma si decide di saltare i final shoot out previsti e procedere con l'ultimo sprint di mezz'ora per giocarsi il tutto per tutto sul gappone. Ad interpretare alla lettera il pensiero c'ha pensato subito Matteo Zappaterra chiudendo un front flip in sul gap (atterrato perfettamente sul box) con conseguente standing ovation. Non ci pensa due volte nemmeno Cavada che a seguire chiude fs3 in to bs 100 out.
E quando il freddo inizia a prendere il sopravvento, arriva l'ora del last trick prima di raggiungere lo Chalet Heidi in attesa delle lap dancer per il party serale.
Siamo rimasti ben impressionati da questa località, non solo per la bellezza del luogo, ma perché si comprende lo sforzo che è stato intrapreso per una grande iniziativa di rilancio turistico. In 4 anni di vita Lagorai è passato da una vecchia e piccola area sciistica ad una stazione nuova di zecca dove non manca niente, in crescita continua ma con l'ottica di rimanere un resort a misura d'uomo. Decisamente da lodare la gestione che ha creduto e crede fermamente nel progetto dello snowpark. Basti considerare l'illuminazione notturna, i lavori in terra, i tapis roulant e l'adiacente snow house.
Pensiamo che oggi, veder girare al Passo Brocon alcuni tra i migliori rail riders della scena italiana, sia segnale che qualcosa davvero ha funzionato.
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1) Marco Eydallin
2) Tobias Vinatzer
3) Davide Cusini
4) Paolo Martinoglio