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MANUEL PIETROPOLI (Novembre 2009)

Novembre 2009

Manuel sembra sulla scena da una vita, eppure ha solo 19 anni. Manuel è uno di quei rider dell’ultima generazione, che sulla tavola c’è' salito presto, ma da cui ancora non è sceso, a differenza di molti suoi coetanei. Grazie ad un talento sopra la media, genitori che lo aiutano e supportano ed una caparbietà indiscutibile, Manuel ci sta dando la soddisfazione di sentire ancora una volta un nome Italiano nel panorama Internazionale. Lo abbiamo contattato mentre si allenava a Saas Fee, in preparazione dell’inizio delle coppe del Mondo, che lo tengono lontano da casa ormai da anni per periodi sempre più lunghi. Nonostante ciò, Manuel trova sempre il tempo di filmare, fare foto e rispondere alle nostre domande. Perchè'? Chiedetelo a lui...

1. Ciao Manuel, cosa stai facendo in questo momento?

Sono a Saas Fee in Svizzera per allenarmi un po visto che il mese in Nuova Zelanda che mi sono passato ad agosto non e` andato come speravo perche ci siamo beccati un mese di brutto tempo e ci siamo allenati veramente poco.

2. Ed in genere, se non hai la tavola sotto ai piedi cosa fai nel tempo libero intendo?

Diciamo che quelle poche volte che sono a casa mi piace molto andare col cross e motard, giusto per tenere caricata l'adrenalina anche quando non faccio snow.

3. Prima di fare snowboard, cosa occupava la tua testa ed il tuo tempo?

Prima che imparassi ad andare con lo snow vuol dire a 6 anni, sinceramente non ricordo che pensieri avevo penso semplicemente che pansavo a giocare con gli amici in bici e fare qualche cavolata come si fa sempre da piccoli.

4. E dopo lo snowboard, cosa ci sarà nella vita di Manuel?

Sicuramente quando finirò la carriera da rider restero sempre nel mondo snowboard, o come allenatore o come team manager o organizzare di qualche evento, non so ancora di preciso ma so che non abbandonerò mai il mondo dello snow.

5. Nella tua crescita (vertiginosa dobbiamo ammettere) come rider, hai mai realizzato – chiaramente prima che effettivamente succedesse – di pensare che avresti tenuto alto il tricolore all’estero?

Sinceramente no, ho iniziato per gioco con mio padre a fare questo sport e al eta si quasi 7 anni non avrei mai pensato che sarebbe diventato la mia vita che avrei rappresentato l'Italia in giro per il mondo, e devo dire che ho iniziato a rappresentare un po l'Italia dalle olimpiadi come piu giovane atleta e poi ho confermato di esserci riuscito vincendo a Bardonecchia nel 2008 e portando a casa ottimi piazzamenti nelle coppe del mondo di quest'anno.

6. Sei sulla scena da un sacco di tempo ed i tuoi genitori pare abbiano avuto un ruolo importante nella tua carriera ''on board'', confermi?

I miei genitori sono stati unici, se sono qui ora a fare gare di questo livello e solo merito loro perche hanno creduto in me fin da piccolo portandomi in giro x l'Europa ad allenarmi e fare le prime gare. Io ho il piede ma senza di loro non sarebbe servito a niente.

7. Abbiamo potuto notare come i tuoi ti seguano con passione sempre: capita mai che adesso, che stai crescendo anche come uomo, invadano il tuo spazio o si è creato un magico equilibrio armonico tra voi?

I miei mi hanno sempre seguito e spero continuino a farlo perche avere il sostegno dei proprio genitori per me è importantissimo, e poi sanno quando dire la loro e quando stare in parte, penso non abbiano mai invaso il mio spazio.

8. Sempre a proposito dell’aiuto della tua famiglia, immagino ti sia sentito dire – magari dietro le spalle – cose tipo ''Ah grazie, se i miei mi avessero portato di qua e di là come hanno fatto con lui, sarei diventato bravo anche io!''. Personalmente credo che ci voglia un talento innato che hai o non hai. Vorrei rispondessi ai tuoi detrattori ora...

Bhe non c’e` poi tanto da dire, i miei genitori hanno senpre creduto in me e in piu hanno una passione assurda per la montagna, quindi portarmi in giro per l'europa non aveva tutto sto peso per loro, e poi ok che sia molto merito loro però se io non avessi il piede i miei potevano crederci fin che volevano ma non sarei mai arrivato dove sono ora.

9. Sempre riallacciandomi al discorso della tua longevità nella scena dello snowboard, nonostante la tua giovane età, vorrei ci spiegassi cosa significa per un ragazzino (diciamo pure bimbo quando hai iniziato) correre da una montagna all’altra per allenarsi piuttosto che fare camps e gare, quando i suoi coetanei mettevano i leo vinci agli scooter e andavano a divertirsi a fare le penne o in disco... è stato tutto naturale o ci sono stati attimi di tentennamento verso le tue scelte?

E' stato tutto abbastanza naturale devo dire, mi è capitato davvero raramente che mi pesasse andare via per lo snowboard perchè cerano feste o cose simili, anche perchè le feste le faccio anche con i miei amici nel mondo dello snow, e di tempo per preparare il motorino e andare in discoteca al mio paese l'ho avuto ogni tanto, qualche break me lo facevo finita la stagione.

10. Cosa hai provato quando Terje ti ha convocato all’Artic Challenge?

Me lo ricordo come fosse ieri quel momento, a Davos per la gara del O’Neill Evolution e fino le finali avevo il record del altezza dopo e sceso artur longo e mi aveva depilato di 10 centimetri e il giro dopo e sceso lui, Terje e come se niente fosse ci ha dato un bel 50 cm a tutti e due ma dopo quello e venuto a complimentarsi con me e perche non e da tutti a 16 anni uscire cosi su un quarter di marmo, e li mi ha dato l'invito.

11. Come si svolge normalmente la tua stagione? Nel senso quando ti alleni, quando stacchi, quando riprendi etc...

In genere non finisce mai, in estate tra Les2Alpes e New Zealand me la faccio tutta via da casa giusto un mesetto tra giugno e luglio e settembre ottobre perche poi ricomincio ad allenarmi sui ghiacciai e poi novembre inizia la prima coppa del mondo e cosi fino a maggio aprile, dopo di che mi faccio qualche shooting e qualche giornata in fresca se ce n'è ancora.

12. Secondo te come sta andando lo snowboard in generale? Od almeno il suo spirito..

Secondo me lo snowboard non sta muorendo, anzi vedo che piano piano le cose migliorano sempre di piu, certo ci vuole un po ma prende sempre piu piede ormai e anche le stazioni sciistiche piu piccole ormai hanno un mini park per far girare ragazzini e divertirsi, l'unica cosa che manca sono i half pipe ma posso capire anche perche non ce ne siano.

13. Non trovi curioso che un colosso come nike, che ora spadroneggia tranquillamente negli action sport, fino a 10 anni fa non fosse mai stato accettato nell’ambito forse ''troppo core'' dei cosidetti gravity sports? Pensi ci sia stata una maturazione nelle teste dei rider/addetti ai lavori o cosa altrimenti?

Semplicemete hanno visto che lo snowboard ha preso sempre piu piede nel mondo un po come tutti gli altri gravity sports e ovviamente chi meglio di nike 6.0 puo entrare e gasare al massimo tutti questi sport.

14. Ed ora ultime due domande ''leggere'': la prima, richiestami da un interno di Nike, è ''cosa ti ha detto Danny Kass prima di farsi arrestare col furgone in NZ?

Quel ragazzo e fuori come una mina,ahahah

E' stato assurdo quel giorno, ero nel parcheggio che mi allacciavo i boots e passa lui con questo furgoncino con tanto di catene e mi fa come va come non va poi mi ha chiesto di Giacomo come stava etc...e poi ad un certo punto mi chiede, secondo te fino dove riesco ad arrivare con questo furgoncino? Io bho scherzando gli ho detto per caso al pipe che comunque c'era un bel pezzo di pista da fare, lui ha preso ed è partito, che scena, allucinante!

15. E per ultima una stoccatina, sempre su richiesta da parte terzi ''come hai fatto ad arrivare solo 87esimo al NZ open?''

Ai New Zealand Open sono arrivato cosi male perche ho avuto problemi seri col fuso orario, piu che altro a livello di testa, la prima run ho sbagliato, la seconda ho preferito non farmi male e quando mi e venuto il giramento di testa nell'atterrare dal fs 7 ho preferito fermarmi facendo un droop out.

16. Grazie del tuo tempo Manuel e un in bocca al lupo per la prossima stagione 2010, hai qualche saluto o ringraziamento da fare?

Ringrazio come sempre i miei genitori che hanno sempre fatto molto per me,i miei sponsor il mio allenatore che continua a credere in me e un aluto a tutti quelli che mi conoscono.

Ph: Olaf Pignataro

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