
Le valanghe sono la cosa più pericolosa quando si va in fuoripista!
In queste pagine trovate numerosi consigli e avvertimenti che possono esservi d'aiuto per valutare i pericoli a cui si va incontro se non si conosce la montagna e le sue leggi.
Non dimenticate che tutti possono sbagliare e LA PRATICA DEL FUORIPISTA E' SEMPRE PERICOLOSA e non esistono metodi per stabilire se quel pendio è più o meno sicuro!

- ANCORA CONSIGLI UTILI (fonte: CAI)
- ALCUNI LUOGHI COMUNI SULLE VALANGHE (fonte: CAI)
- SCALA INTERNAZIONALE PERICOLO VALANGHE
ALTRE INFORMAZIONI SULLE VALANGHE
VALANGHE = PERICOLO DI MORTE! (fonte www.upi.ch)
Pericolo di valanghe significa pericolo di morte. Mediamente, in Italia, si registrano 25 morti da valanga. La stragrande maggioranza muore per soffocamento; molti periscono anche in seguito alle ferite riportate.
La possibilità di essere ritrovati ancora in vita diminuisce drasticamente col passare del tempo: dopo 15 minuti, solo un terzo delle persone completamente sepolte sotto la neve viene ritrovato ancora in vita.
Esiste un unico modo sicuro per scampare alla morte: Evitare di essere travolti da una valanga!
Il pericolo di valanghe è determinato dall’azione reciproca di più fattori naturali quali il terreno, la quantità di neve fresca, il vento, la struttura del manto nevoso e la temperatura. Gli appassionati della neve devono conoscere il significato di tali fattori, poiché il 90% delle persone travolte provoca personalmente il distacco della valanga.
Terreno
Il pericolo di valanghe aumenta proporzionalmente alla pendenza del terreno. Una valanga può staccarsi già da pendii di 28 gradi di inclinazione.
I pendii ombreggiati sono spesso più pericolosi di quelli esposti al sole.
Neve fresca e vento
Più neve fresca è caduta, più aumenta il pericolo di valanghe. Particolarmente critico è il primo giorno di bel tempo dopo un periodo di maltempo.
Il vento può depositare ulteriore neve sui pendii sottovento. Le cornici di neve sulle creste delle montagne indicano spesso la presenza di simili accumuli. Già 10–20 cm di neve fresca possono – con condizioni sfavorevoli – accrescere marcatamente il pericolo di valanghe.
Il tipico pendio a rischio di valanghe è ripido, esposto all’ombra, in prossimità della cresta e coperto di accumuli di neve portata dal vento.
Manto nevoso
Il peso della neve genera all’interno del manto nevoso grandi forze di taglio alle quali spesso i diversi strati del manto nevoso non sono in grado di contrapporre la necessaria resistenza. In un pendio a rischio è solitamente sufficiente un piccolo sovraccarico, come quello provocato dal passaggio di una persona, per rompere l’equilibrio e provocare il distacco di una valanga.
Un manto nevoso di spessore modesto e pietre sporgenti non implicano un minor pericolo di valanghe, anzi!
Il pericolo maggiore è rappresentato dalle cosiddette valanghe di neve a lastroni perché entro pochi secondi un’intera lastra di neve si mette in movimento. Le vittime ne vengono rapidamente travolte e spesso seppellite completamente.
Valanghe di neve a lastroni recenti, crepe nel manto nevoso o sordi rumori («wumm») riscontrati su un pendio sono inconfondibili segnali d’allarme.
Temperatura
Le basse temperature dopo una nevicata possono rallentare il consolidamento del manto nevoso e mantenere per lungo tempo invariato il pericolo di valanghe.
Un rialzo della temperatura dapprima riduce le resistenze del manto nevoso provocando un aumento del pericolo di valanghe; esso ne favorisce però l’assestamento comportando di regola dopo un certo periodo una diminuzione del pericolo di valanghe.
In primavera, la maggiore insolazione e il conseguente riscaldamento inumidiscono e appesantiscono la neve, facendo così aumentare nel corso della giornata il pericolo di valanghe.
Pericolo di valanghe
Il bollettino valanghe non può tener conto delle situazioni locali. I responsabili delle piste o dei servizi di soccorso osservano costantemente l’evoluzione del pericolo di valanghe e mettono in guardia tramite tavole d’avvertimento (spesso accompagnate da segnali luminosi lampeggianti) dall’avventurarsi nella zona non controllata per gli sport sulla neve, oppure sbarrano piste, itinerari e sentieri per gli sport sulla neve.
Le aree al di fuori delle piste e degli itinerari sono considerate zone non controllate per gli sport sulla neve e non sono né demarcate né assicurate dal pericolo di valanghe.
In caso di dubbio, il cartello accanto informa l’utente se la discesa è demarcata e assicurata o se fa parte della zona non controllata.
A partire dal grado di pericolo «marcato», il cartello accanto e il segnale luminoso lampeggiante – esposti presso gli impianti di risalita – mettono in guardia gli utenti.
Restare sulle discese demarcate e aperte!
Non percorrete in nessun caso piste, itinerari e sentieri chiusi!
Fuoripista / Freeride
Si scia e si va in snow a proprio rischio.
La valutazione del pericolo di valanghe richiede molta attenzione ed esperienza. Unitevi perciò a un gruppo guidato e frequentate un corso per il freeride. In caso di dubbio rinunciate al fuoripista e al freeride.
• Osservare l’attuale bollettino delle valanghe e meteorologico nonché le avvertenze dei servizi delle piste e di soccorso.
• Portare su di sé un apparecchio per ricerca in valanga (ARVA) e posizionarlo su «emissione». Equipaggiarsi di pala e una sonda da valanga.
• Non sciare o andare in snow mai da soli e solo se la visibilità è buona.
• Non seguire nessuna traccia di altri sciatori o snowboarder che conduce in terreno sconosciuto.
• Evitare gli accumuli recenti di neve portata dal vento e i pendii più ripidi.
• Non percorrere i pendii ripidi estremi in gruppo, tenersi d’occhio reciprocamente.
• Badare ai segnali premonitori (valanghe di neve a lastroni recenti, crepe nel manto nevoso, rumori sordi tipo «wumm»).
ARVA, airbag nonché trasponder (riflettori) non offrono alcuna protezione dalle valanghe! In situazioni favorevoli possono però contribuire a limitare i danni. Le regole di sicurezza valgono anche per chi è equipaggiato di tali sistemi.
Incidente da valanga
Ogni appassionato della neve testimone di un incidente da valanga può, con un comportamento adeguato, contribuire a salvare la vita altrui.
1. Farsi un’idea della situazione.
Osservare la dinamica dell’incidente. Valutare la propria sicurezza, evitare ulteriori incidenti.
Riflettere – decidere – agire.
2. Avviare immediatamente la ricerca.
Se a disposizione, avviare immediatamente la ricerca con l’apparecchio per ricerca in valanga (spegnere gli ARVA non impiegati!).
Contemporaneamente ricerca acustica e visiva nella zona di deposito della valanga al di sotto del punto di scomparsa dei sepolti.
Liberare testa, torace e vie respiratorie della persona ritrovata, iniziare respirazione boccanaso, in caso di arresto circolatorio effettuare massaggio cardiaco.
Proteggere la vittima dal freddo.
3. Allarmare
Annunciare l’incidente
• Chi chiama da dove?
• Cosa è successo?
• Dove e quando si è verificato l’incidente?
• Quante persone sono state travolte o
ferite?
• Quali misure sono state prese sul luogo
dell’incidente?
• Dove e come può essere raggiunta la persona
che ha dato notizia dell’incidente?
• Vi è la possibilità che l’elicottero possa
atterrare (meteo, punto di atterraggio,
ostacoli)?
Visualizza questi consigli in formato .PDF
- INDOSSARE L'A.R.VA, CONTROLLANDONE IL FUNZIONAMENTO, PRIMA DI INIZIARE L'ATTIVITA'.
- Muoversi il più possibile lungo le creste e le dorsali, utilizzando i punti sicuri del terreno, come le rocce, i tratti pianeggianti, gli alberi, ecc.
- Evitare le zone sottovento e dominate da cornici e/o accumuli eolici locali.
- I pendii aperti ed uniformi, o quelli che presentano bruschi cambi di pendenza ed i canaloni sono da considerare zone sospette.
-
Nel caso di condizioni di accentuata instabilità del manto nevoso, non avventurarsi su pendii con inclinazione superiore a 28 °.
-
Quando un attraversamento aperto è necessario tagliare il pendio il più in alto possibile. Pur trovandosi ancora nella zona di trazione esiste l'eventualità di una minore esposizione agli effetti della valanga e quindi una maggiore probabilità di rimanere in superficie.
- La salita e la discesa di un canalone deve avvenire sempre verticalmente e lungo i margini. In caso di valanga infatti la neve tende ad accumularsi nella zona centrale e può riuscire più facile trovare una via di fuga laterale.
- Evitare assolutamente l'attraversamento di zone sospette che confluiscono in crepacci, salti di roccia, pietraie affioranti o altre insidie.
- Le vecchie traccie non sono indice di sicurezza in quanto, nel frattempo la situazione valanghiva può essere mutata.
- Anche le tracce di animali non danno garanzia di sicurezza.
Questi sono solo alcuni delle numerose precauzioni da prendere in motagna! Ricordatevi sempre che non esiste il luogo sicuro per eccellenza e che una valanga può sempre staccarsi e uccidere voi o i vostri amici!!
"Siamo nel bosco, quindi non c'è pericolo"
Solo un bosco fitto, nel quale uno sciatore passa con difficoltà, è sicuro da valanghe. Un bosco rado, nel quale grandi parti di cielo sono visibili, non è da ritenersi sicuro. Inoltre cespugli e boscaglia bassa favoriscono la formazione di valanghe.
"Le asperità del terreno trattengono la neve"
Questo concetto è valido solo per le valanghe di fondo, mentre la tipica valanga dello sciatore è invece quella di superficie, che si stacca scivolando su un altro strato di neve, indipendentemente dalle asperità del terreno.
"Dopo due o tre giorni la neve fresca si è assestata"
L'assestamento della neve provoca in primo luogo una maggiore coesione fra i cristalli. Questa neve può formare, contrariamente alla neve a debole coesione, dei lastroni. Fattore decisivo per la stabilità del manto nevoso è invece la coesione tra il nuovo strato e quelli vecchi sottostanti. La neve fresca può infatti essersi ben assestata ma può anche non aver legato bene con lo strato sottostante.
"Il sordo rumore "wvuum" è rassicurante perchè indica un assestamento del manto nevoso"
E' invece una dimostrazione molto chiara e sicura della presenza di strati molto deboli e pertanto è da considerarsi il segnale d'allarme più evidente. Questo rumore accompagna quasi sempre il distacco di valanghe a lastroni: La natura non potrebbe metterci in guardia in modo più evidente!
"E' mattina presto, quindi non c'è pericolo"
Questo è vero solo se la notte è stata fredda, falso se è stata anche solo tiepida. Inoltre non c'è orario per il distacco di lastroni come non c'è orario per la caduta di seracchi.
"E' così poco ripido che non può essere pericoloso"
La neve fresca messa in movimento può scivolare anche su pendii di 10 - 20° di inclinazione. Inoltre, io posso camminare su una strada pianeggiante ma posta ai piedi di un pendio instabile e provocare così un distacco a distanza. Diventa così decisiva l'inclinazione dei pendii soprastanti.
"La carta delle valanghe è un elemento molto utile per la pratica dello sci-alpinismo"
Le carte delle valanghe indicano innanzitutto il percorso delle grosse valanghe abituali, distogliendo l'attenzione dello sciatore dai pendii pericolosi ma non segnati sulla carta.
"Questo pendio è pieno di fessure, meglio spostarsi altrove"
Invece può essere considerato abbastanza sicuro; infatti non sussistono più tensioni nel manto nevoso che ha trovato un suo nuovo equilibrio. Questi pendii scivoleranno solo se vengono inumiditi ed inizia il metamorfismo di fusione e rigelo.
"La valanga è già caduta, quindi non c'è più pericolo"
Non è assolutamente detto, in quanto se a monte c'è ancora neve instabile, questa può scendere in un secondo momento, anche perchè il suo equilibrio può essere stato ulteriormente indebolito dal movimento della prima valanga.
" Possiamo andare tranquilli, tanto abbiamo gli Arva"
Un Arva non è un amuleto o un porta fortuna che ci protegge dal distacco di valanga. Inoltre ricordiamo che statisticamente il 20% delle persone travolte da valanga muore immediatamente per le ferite riportate nel movimento della valanga stessa e che il 73% dei decessi avviene per soffocamento o asfissia, quindi in tempi brevissimi, dell'ordine di pochi minuti.
"Conosco la montagna e sono prudente, quindi sono esperto"
Le condizioni della montagna cambiano in modo molto repentino, rendendo un pendio sicuro estremamente pericoloso da un giorno all'altro. Inoltre si deve considerare che non è la prudenza a fare un esperto.
"Tanto capita solo agli altri perchè se le vanno a cercare"
Non è quasi mai vero, inoltre troppo sovente siamo convinti di essere prudenti e di "non andarcele a cercare" facendo ugualmente degli errori gravissimi non riconoscendo la situazione di pericolo.
"Le valanghe cadono solo quando il tempo è brutto"
Il preconcetto che al termine delle nevicate anche il pericolo di valanghe cesserebbe è ogni inverno la causa di un importante numero di vittime. Il pericolo maggiore si incontra il primo giorno di bel tempo dopo la nevicata. Se si verifica inoltre un aumento della temperatura subito dopo la precipitazione, il pericolo è ancora più grande.
"Ho dei dubbi, facciamo la prova del bastoncino"
Questa prova, pur essendo un utile complemento ad altre informazioni, ci fornisce esclusivamente segnali sulla durezza degli strati interni e non sul loro legame, aspetto questo molto più interessante.
"Ho fatto un test di valutazione quindi sono tranquillo"
Come già detto, i test hanno valore puntiforme e le informazioni che ne scaturiscono hanno valore solo per il pendio nel quale la prova è stata fatta. Inoltre una corretta valutazione dei test richiede una certa pratica ed esperienza.
"Non si vede nessun lastrone"
I lastroni appunto più insidiosi sono proprio quelli che non si vedono, perchè costituiti da neve a debole coesione o peggio perchè ricoperti da neve fresca caduta in assenza di vento.
"E' una zona buona, non si stacca mai niente qui"
Come già detto anche le zone più buone e sicure possono in certe situazioni particolari, meteorologiche o nivologiche, diventare pericolose magari anche solo per poche ore.
"Qui è pericoloso, accendiamo l'Arva"
L'Arva deve essere acceso fin dall'inizio della gita. Quando riusciamo a capire di esserci addentrati in una zona pericolosa, spesso è troppo tardi e in quelle circostanze diventa difficile pensare a tutte le cose che dobbiamo fare. Inoltre può capitare di subire un incidente senza rendercene conto perche provocato da noi a distanza o perchè provocato da altri.
"Le slavine scivolano e sono piccole, le valanghe rotolano e sono grandi, quindi più pericolose"
In realtà i due termini indicano esattamente lo stesso fenomeno: hanno solo due origini linguistiche diverse: la prima dal tedesco "lawinen" e la seconda dal francese "avalanche".
"Se ti prende una valanga, surfa fino a valle e via!"
E' praticamente impossibile sfuggire in velocità a una valanga, anche se si è provetti sciatori. E' molto meglio la fuga laterale se possibile, oppure meglio ancora riuscire a togliersi gli sci e cercare di nuotare nella valanga con ampi movimenti. Prima di essere investiti e di assumere velocità troppo elevate, è utile attaccarsi a qualsiasi cosa pur di riuscire a fermarsi anche per solo qualche secondo, lasciando passare un po' di neve sotto di noi.
"Le valanghe d'estate non esistono"
Purtroppo le valanghe si formano dove e quando esiste la neve, quindi in alta montagna anche durante tutti i mesi estivi. Questo preconcetto distrae e fa diminuire l'attenzione di molti alpinisti, ed è per questo che ogni estate si contano purtroppo molte vittime da valanga.
Vediamo in breve la scala internazionale di pericolo valanghe.
Imparatela a memoria in modo da saper leggere con efficacia i bollettini valanghe che vengono fatti durante l'inverno e che si avvalgono dell'uso di questa calssificazione per segnalare le zone di pericolo.
| Scala del pericolo | Stabilità del manto nevoso | Probabilità di distacco di valanghe | Indicazioni per sci escursionisti e sciatori fuori pista |
![]() 1 DEBOLE |
Il manto nevoso è in generale ben consolidato e stabile. | Il distacco è generalmente possibile solo con un forte sovraccarico su pochissimi pendii estremi. Sono possibili solo piccole valanghe spontanee. | Condizioni generalmente sicure per gite sciistiche. |
![]() 2 MODERATO |
Il manto nevoso è moderatamente consolidato su alcuni pendii ripidi * , per il resto è ben consolidato. | Il distacco è possibile soprattutto con un forte sovraccarico sui pendii ripidi indicati. Non sono da aspettarsi grandi valanghe spontanee. | Condizioni favorevoli per gite sciistiche ma occorre considerare adeguatamente locali zone pericolose. |
![]() 3 MARCATO |
Il manto nevoso presenta un consolidamento da moderato a debole su molti pendii ripidi * . | Il distacco è possibile con un debole sovraccarico sui pendii ripidi indicati, in alcune situazioni sono possibili valanghe spontanee di media grandezza e in singoli casi anche grandi valanghe. | Le possibilità per gite sciistiche sono limitate ed è richiesta una buona capacità di valutazione locale. |
|
Il manto nevoso è debolmente consolidato sulla maggior parte dei pendii ripidi. | Il distacco è probabile già con un debole sovraccarico su molti pendii ripidi. In alcune situazioni sono da aspettarsi molte valanghe spontanee di media grandezza e talvolta anche grandi valanghe. | Le possibilità per gite sciistiche sono fortemente limitate ed è richiesta una grande capacità di valutazione locale. NON ANDATE DA NESSUNA PARTE! |
|
Il manto nevoso è in generale debolmente consolidato e per lo più instabile. | Sono da aspettarsi numerose grandi valanghe spontanee, anche su terreno moderatamente ripido. | Le gite sciistiche non sono possibili. NON ANDATE DA NESSUNA PARTE! |
ALTRE INFORMAZIONI SULLE VALANGHE
Le fonti di questa pagina sono del CAI, Club Alpino Italiano.